Grazie Anassimandro !
(dalla prefazione del libro "Cos'è la scienza" di Carlo Rovelli)
Tutte le civiltà umane, dagli Egizi ai Maya, dai Cinesi ai Babilonesi, hanno sempre pensato che il mondo fosse fatto di
Cielo sopra e Terra sotto. Tutte, eccetto una: i Greci.
Per loro non c’era altra Terra sotto la Terra.
Né enormi tartarughe, come nei miti asiatici e pellerossa. O le colonne di cui parla la Bibbia.
La Terra, per i Greci, non è altro che un sasso gigantesco che galleggia nello Spazio, immersa in un Cielo che continua
sotto i nostri piedi.
Ad avere questa straordinaria intuizione – «una delle idee più audaci, rivoluzionarie e portentose
dell’intera storia del pensiero umano», secondo Karl Popper – è stato il filosofo Anassimandro nella prima metà
del VI secolo a.C.
Questa sua straordinaria «rivoluzione scientifica» ha aperto
la strada alle scoperte di Copernico, Galileo, Newton, Einstein.
Essa può diventare lo spunto per una riflessione
articolata sulla natura del pensiero scientifico, sulla sua capacità critica e ribelle, in polemica tanto con il
dogmatismo antiscientifico di chi pretende di essere depositario della verità quanto con il relativismo culturale
oggi di moda. Per difendere, in maniera vivace e appassionata, la libertà di pensiero contro ogni forma di oscurantismo.
caricato il 14/12/2017